Il percorso di Victoria Del Castillo, oggi Senior Director Rooms Division in Mangia's, tra culture, persone e nuove sfide

Inside Mangia's | Crescere nell'hospitality, con visione e leadership

Inside Mangia's nasce con l'obiettivo di raccontare le storie di chi, ogni giorno, contribuisce a dare forma alla nostra visione di ospitalità. Percorsi diversi, esperienze internazionali, scelte professionali e personali che si intrecciano in un racconto autentico fatto di crescita, ambizione e continua evoluzione. 

Questa è la storia di Victoria Del Castillo, Senior Director Rooms Division in Mangia's. 

Lasciati ispirare dal percorso che ha costruito la sua visione. 

 

Il mare come punto di riferimento 

Se dovesse scegliere un luogo capace di rappresentarla, Victoria Del Castillo partirebbe da un elemento preciso. 

Il mare. 

Nata a Barcellona, racconta di non riuscire a immaginarsi lontana da una città in cui possa guardare verso l'orizzonte e ritrovarlo. 

«Sono nata a Barcellona, una città di mare. Non credo riuscirei a vivere in un luogo senza il mare da poter guardare in lontananza.» 

Un punto di riferimento che accompagna una storia professionale fatta, al contrario, di movimento continuo. 

Paesi diversi. 

Culture diverse. 

Persone diverse. 

E una curiosità che, negli anni, si è trasformata nel motore della sua carriera.  

 

Una professione nata dalla curiosità 

Per Victoria, l'hospitality non è stata una vocazione immediata. 

È arrivata quasi per caso, all'interno di un percorso professionale che l'aveva portata a confrontarsi con settori e realtà molto diverse. 

Il vero punto di svolta arriva a Barcellona, durante l'apertura di una grande struttura ricettiva. 

«Era tutto nuovo, tutto da costruire. È stato un lavoro molto interessante e ho capito che mi piaceva.» 

Soprattutto, Victoria scopre qualcosa di sé. 

Non è una persona fatta per rimanere tutto il giorno dietro una scrivania. 

«Ho bisogno di muovermi, andare, parlare con le persone. Sono una persona molto attiva.» 

È proprio nel confronto con gli altri, nell'osservazione e nella possibilità di fare ogni giorno qualcosa in più che trova la sua dimensione professionale.  

 

Conoscere il mondo significa conoscere le persone 

Stati Uniti, Spagna, Caraibi, Messico, Giamaica, Tenerife. 

Il percorso internazionale di Victoria le ha permesso di entrare in contatto con culture profondamente diverse. 

Ma viaggiare, per lei, significa qualcosa di più che conoscere nuovi luoghi. 

«Conoscere il mondo significa soprattutto conoscere le persone che lo abitano.» 

Negli anni ha imparato il valore di quelle che definisce cultural skills: la capacità di comprendere chi si ha davanti e adattare il proprio modo di comunicare. 

«Non puoi parlare nello stesso modo con una persona asiatica, caraibica, del Nord Europa o del Mediterraneo.» 

Ascoltare prima di parlare. 

Comprendere prima di decidere. 

Riconoscere che ogni cultura porta con sé sensibilità, abitudini e modi differenti di interpretare le relazioni. 

Un bagaglio che oggi continua a influenzare profondamente il suo modo di vivere l'hospitality.  

 

Tre mesi diventati sette anni 

Una delle esperienze più significative della sua carriera nasce da un incarico che, inizialmente, avrebbe dovuto durare appena tre mesi. 

Victoria viene coinvolta nell'apertura di una struttura a Barcellona. 

Partecipa alla costruzione dei processi, alla definizione delle procedure di Front Office e al coordinamento con Housekeeping. 

Poi quei tre mesi diventano sette anni. 

«Quando fai un lavoro con passione, il tempo passa molto velocemente.» 

È proprio lì che inizia a sviluppare una competenza che diventerà centrale nel suo percorso: trasformare l'esperienza operativa in processi capaci di aiutare le persone a lavorare meglio. 

E comprendere che procedure e standard non sono semplicemente regole da applicare. 

Sono strumenti al servizio delle persone.  

 

Un'identità comune, tante personalità 

Questa esperienza diventa ancora più importante negli anni successivi, quando Victoria lavora per dieci anni su processi, formazione e standard all'interno di un gruppo internazionale di 26 hotel. 

La sfida è complessa. 

Creare una base comune senza cancellare l'identità delle singole strutture. 

«Quando un ospite arriva in un hotel deve riconoscere l'identità dell'azienda.» 

Ma riconoscibilità, per Victoria, non significa uniformità. 

Ogni hotel deve poter esprimere la propria personalità, rimanendo però parte di una visione condivisa. 

«Ogni struttura ha un'identità diversa, ma deve esserci una base comune che permetta all'ospite di riconoscere il brand.» 

Un equilibrio tra standard e unicità che considera fondamentale non soltanto per l'esperienza degli ospiti, ma anche per chi lavora ogni giorno negli hotel.  

 

Prima dei ruoli vengono le persone 

Se c'è un elemento che Victoria considera indispensabile nel proprio lavoro, è il rapporto umano. 

La sua idea di leadership passa dalla vicinanza alle persone. 

Entrare in un ufficio. 

Sedersi davanti a un caffè. 

Ascoltare. 

Confrontarsi. 

Capire cosa accade realmente nell'operatività quotidiana. 

«Il titolo non è importante. È importante quello che sai e come riesci a trasmetterlo.» 

Perché la conoscenza, nella sua visione, non procede mai in una sola direzione. 

«Le persone imparano da me, ma io imparo moltissimo da loro. Per questo si chiama esperienza.» 

Una filosofia semplice, ma capace di sintetizzare il suo modo di guidare: condividere ciò che si conosce senza smettere mai di imparare dagli altri.  

 

Una nuova cultura da scoprire 

Quando arriva la possibilità di entrare in Mangia's, Victoria si trova davanti a qualcosa che non aveva mai sperimentato. 

Non aveva mai lavorato in Italia. 

Non parlava italiano. 

Eppure, durante la prima telefonata, qualcosa la convince. 

«Ho sentito subito un feeling. Mi piaceva quello che mi stavano raccontando e mi piaceva il progetto.» 

Ancora una volta torna quella curiosità che ha accompagnato tutta la sua carriera. 

Una nuova lingua. 

Un nuovo Paese. 

Una cultura mediterranea vicina alla sua, ma allo stesso tempo diversa. 

«Mi piaceva l'idea di conoscere un'altra cultura e di entrare in un progetto nuovo.» 

Una sfida che decide di accettare seguendo quella stessa voglia di scoprire che, tanti anni prima, l'aveva avvicinata quasi per caso al mondo dell'hospitality.  

 

Rendere il lavoro più semplice 

Quando parla del contributo che vorrebbe lasciare in Mangia's, Victoria parte da un obiettivo estremamente concreto. 

«Vorrei rendere il lavoro più semplice per tutti.» 

In particolare, pensa alle persone che lavorano ogni giorno in Housekeeping. 

Un'attività fisicamente impegnativa, fatta di ritmi intensi e grande attenzione. 

«Se attraverso la mia esperienza posso fare anche una piccola cosa che renda il loro lavoro migliore, per me è già un obiettivo importante.» 

Lo stesso principio vale per il Front Office. 

Per Victoria, i due reparti devono comunicare costantemente e lavorare come un'unica squadra. 

Perché migliorare un processo non significa soltanto aumentare l'efficienza. 

Significa aiutare le persone a lavorare meglio e, di conseguenza, costruire un'esperienza più fluida per l'ospite.  

 

Mettersi nelle scarpe dell'altro 

C'è un'espressione spagnola che Victoria porta con sé e che sintetizza forse meglio di qualsiasi altra il suo approccio al lavoro: 

ponerse en los zapatos del otro. 

Mettersi nelle scarpe dell'altro. 

Non soltanto in senso figurato. 

Significa provare davvero a immaginare la giornata della persona che si ha davanti. 

«Devo pensare a chi ogni giorno pulisce quindici o venti camere. Devo provare a capire come si sente alla fine della giornata.» 

Solo allora, secondo Victoria, è possibile chiedersi cosa cambiare. 

Cosa semplificare. 

Come aiutare. 

«Mettermi nelle scarpe dell'altro significa immaginarmi mentre faccio il suo lavoro, per capire davvero come posso aiutarlo.» 

Dopo oltre vent'anni nell'hospitality, forse è proprio questa la lezione che racchiude meglio il suo percorso. 

Perché conoscere le persone viene prima di qualsiasi processo.  

 

Guardare avanti 

La storia di Victoria Del Castillo è una storia costruita sulla curiosità. 

Quella che porta a scoprire nuovi Paesi. 

A confrontarsi con culture differenti. 

A osservare le persone. 

A mettere in discussione il modo in cui si è sempre fatto qualcosa per chiedersi se esista una strada migliore. 

Dopo oltre vent'anni nell'hospitality, questa curiosità continua a guidare il suo modo di lavorare. 

Con una convinzione semplice: 

per migliorare l'esperienza degli ospiti, bisogna prima comprendere e valorizzare quella delle persone che ogni giorno rendono possibile l'ospitalità.

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